L’Alieno Sloveno: Come Pogačar ha fatto sembrare facili i 7.2 W/Kg sul Tourmalet
- Alfredo Balloni
- 10 lug
- Tempo di lettura: 3 min

Tadej Pogačar potrebbe aver chiuso la partita per il Tour de France già alla prima vera tappa di montagna. La sua scalata da record sul leggendario Col du Tourmalet non è stata solo una dimostrazione di forza, ma una delle migliori prestazioni in salita mai registrate nella storia del ciclismo moderno. La cosa più impressionante? Ha fatto sembrare tutto incredibilmente facile.
Un piano studiato a tavolino fin dall'inverno
La strategia della UAE Team Emirates-XRG per la sesta tappa sembrava pianificata nei minimi dettagli già durante i ritiri di dicembre.
Dopo una partenza infuocata, la squadra dello sloveno ha preso in mano le redini della corsa proprio all'inizio del Tourmalet. Il ritmo imposto è stato così asfissiante che gli avversari hanno iniziato a staccarsi uno dopo l'altro. In breve tempo, del plotone principale è rimasto solo un ristretto drappello di corridori.
Più il ritmo si fa duro, più Pogačar si esalta. La Visma | Lease a Bike aveva tentato di inserire degli uomini nella fuga della prima ora, e l'evoluzione della tappa ha mostrato chiaramente il perché: sapevano cosa stava per succedere.
La tattica: controllare per poi colpire
Il Col du Tourmalet (17 km di ascesa) era posizionato a ben 56 chilometri dal traguardo. Per molti leader della classifica generale sarebbe stato un azzardo attaccare così lontano dall'arrivo. Non per il Campione del Mondo, abituato a cavalcate solitarie di oltre 100 chilometri nelle corse più importanti del pianeta.
Mentre i primi chilometri della salita permettevano ancora di sfruttare la scia, le pendenze si sono inasprite nella sezione centrale. È qui che è scattata la trappola:
Il ritmo iniziale: Ai piedi del Tourmalet la UAE ha impostato un'andatura superiore ai 6 W/Kg.
La facilità di Tadej: Questo ritmo bastava a distruggere le gambe degli avversari, ma Pogačar stava semplicemente pedalando in Zona 3 (fondo medio).
📊 POGAČAR – COL DU TOURMALET (Salita Completa)
• Tempo totale: 43 minuti e 10 secondi
• Potenza media stimata: 410 Watt
• Rapporto Peso/Potenza: ~6.4 W/Kg
• Record precedente: Frantumato di oltre 2 minuti
L'accelerazione letale a 7.2 W/Kg
Il momento decisivo è arrivato a 5 chilometri dalla vetta, a oltre 2.000 metri di quota, sotto un caldo torrido. Isaac Del Toro ha sferrato l'ultimo, violentissimo treno per il suo capitano. Il messicano ha tirato così forte che, quando si è spostato, nessuno è riuscito a tenere la ruota di Pogačar.
Lo sloveno ha iniziato a spingere oltre i 7.2 W/Kg, una fiammata che ha stroncato immediatamente Remco Evenepoel e Paul Seixas. Solo Jonas Vingegaard ha provato a resistere, rimanendo a 9 secondi di distacco per diversi minuti.
⚡ POGAČAR – ULTIMI 5 KM DEL TOURMALET
• Tempo: 13 minuti e 12 secondi
• Potenza media stimata: 465 Watt
• Rapporto Peso/Potenza: 7.2 W/Kg
Negli ultimi due chilometri della salita è emersa la vera differenza atletica: sia Pogačar che Vingegaard sono in grado di sostenere 7.2 W/Kg per un quarto d'ora, ma a quell'altitudine il danese ha iniziato a cedere, mentre lo sloveno non mostrava segni di fatica. Tadej ha così scollinato con 30 secondi di vantaggio.
Il capolavoro finale in discesa
La dimostrazione di superiorità non si è conclusa in cima alla montagna. Mancavano ancora 40 chilometri al traguardo, caratterizzati da una discesa veloce e da un tratto in falsopiano.
Sfruttando un peso corporeo leggermente maggiore rispetto ai rivali scalatori puri, una freschezza atletica impressionante e una potenza pura superiore, Pogačar ha letteralmente fatto il vuoto, dilatando il suo vantaggio da 30 secondi a ben 2 minuti e 38 secondi sul traguardo.
I distacchi inflitti ai rivali sono sbalorditivi. Se il Campione del Mondo manterrà questa condizione per il resto del Tour de France, prepariamoci a vedere crollare un altro record storico: quello dell'Alpe d'Huez.



Commenti