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Il monocorona (1x) è statoun errore al Tour de France? Il caso Vingegaard sul Tourmalet


Il Tour de France 2026 ha confermato una tendenza tecnica senza precedenti: la trasmissione monocorona (1x) è ormai uscita dai confini delle cronometro e delle tappe pianeggianti per conquistare anche l'alta montagna.

Tuttavia, dopo la sesta tappa, la scelta di Jonas Vingegaard (Team Visma-Lease a Bike) di affrontare il mitico Tourmalet con una sola corona anteriore ha scatenato un acceso dibattito tra addetti ai lavori ed ex campioni.

La tecnologia ci sta davvero aiutando ad andare più veloci in salita, o il monocorona ha mostrato i suoi limiti strutturali proprio quando la strada ha iniziato a salire? Vediamo cosa dicono i dati.

La rivoluzione del monocorona su strada

Fino a poco tempo fa, vedere una singola corona anteriore su una bici da strada era una rarità, limitata quasi esclusivamente al ciclocross o al gravel. Al Tour del 2023 abbiamo visto le prime timide apparizioni, ma nel 2026 team di prima fascia come Lidl-Trek, Visma-Lease a Bike e Uno-X Mobility lo utilizzano regolarmente.

Il funzionamento è semplice: si elimina il deragliatore anteriore e si sostituisce la doppia corona con un pignone singolo (spesso dotato di profilo dei denti narrow-wide e guidacatena per evitare salti). Per non perdere lo sviluppo metrico necessario, si monta una cassetta posteriore con un range di rapporti molto più ampio.

Dietro questa spinta c'è soprattutto SRAM, il marchio americano che supporta ufficialmente il monocorona su strada a differenza di Shimano, che preferisce rimanere ancorata alla classica doppia (2x).

I vantaggi: Perché i Professionisti lo scelgono?

I direttori tecnici dei team non lasciano nulla al caso. Chi sceglie il monocorona lo fa principalmente per due motivi:

1. Vantaggio Aerodinamico

Rimuovere il deragliatore anteriore e la corona interna pulisce i flussi d'aria attorno al movimento centrale. Secondo Xavier Disley, esperto di aerodinamica di AeroCoach, a parità di potenza, un corridore con l'1x vincerà sempre la volata rispetto a uno con la doppia. Se a velocità amatoriali parliamo di un risparmio minimo (1-2 Watt), oltre i 60 km/h delle volate dei pro si arriva a 3-4 Watt guadagnati.

2. Riduzione del Peso

Nelle tappe di montagna ogni grammo conta. Passare a una configurazione SRAM Red AXS 1x permette di risparmiare circa 200 grammi (157g eliminando deragliatore e batteria, circa 78g dalla corona singola aerodinamica, meno i 30g di un guidacatena di sicurezza). Questo risparmio aiuta a portare le moderne bici aero dei leader della generale il più vicino possibile al limite minimo UCI di 6,8 kg.

La trappola della cadenza: Cosa è successo sul Tourmalet?

Se i vantaggi in pianura e in volata sono evidenti, l'alta montagna è una storia diversa. Sul Tourmalet, Tadej Pogačar (con una tradizionale doppia corona) ha inflitto distacchi pesanti a Vingegaard, che pedalava con una corona anteriore da 50T o 52T abbinata a una cassetta posteriore 10-36T.

Grandi ex corridori, tra cui il vincitore del Giro d'Italia 2017 Tom Dumoulin, hanno puntato il dito proprio sulla trasmissione del danese. Il problema non è la mancanza di rapporti estremi, ma il salto tra un rapporto e l'altro.

I numeri dello "scalino"

A velocità di salita elevate (intorno ai 30 km/h), il corridore lavora nella parte bassa della cassetta, dove i pignoni differiscono di un solo dente. Ma sul Tourmalet, dove la velocità media della sfida è scesa intorno ai 23 km/h, Vingegaard si è trovato a pedalare sui pignoni più grandi della sua cassetta SRAM 10-36T.

Ecco la differenza cruciale analizzata da AeroCoach:

  • Su Shimano (con la doppia): Quando sali usando la corona piccola interna, i passaggi tra i pignoni agili (es. 17-19-21) hanno un salto di soli 2 denti. Questo comporta una variazione minima della cadenza, circa 6-7 pedalate al minuto (RPM).

  • Su SRAM 1x (monocorona): Per coprire lo stesso range con una corona gigante da 50 o 52 denti, la cassetta nella parte alta presenta salti di ben 4 denti alla volta (es. 24-28-32-36). Ogni volta che cambi rapporto, la tua cadenza crolla o schizza di 11-12 RPM.

In un momento decisivo della corsa, un salto così brusco può fare la differenza: rischi di trovarti improvvisamente "piantato" con un rapporto troppo duro, oppure a frullare a vuoto senza riuscire a rispondere allo scatto dell'avversario.

Conclusioni: Il verdetto della strada

Il monocorona ha tolto qualcosa a Vingegaard in salita? Non avremo mai la controprova scientifica: alla fine, nei grandi giri, sono i watt pro capite espressi dalle gambe a decidere i distacchi. Il danese ha già vinto corse monumentali usando l'1x (tra cui il Tour 2023), ma la tappa del Tourmalet ha dimostrato che la coperta tecnologica è corta.

Se in pianura l'efficienza aerodinamica regna sovrana, quando le pendenze si fanno severe e la velocità cala, la fluidità di pedalata garantita dalla doppia corona è ancora una risorsa insostituibile per gestire lo sforzo millimetrico dei campioni.

 
 
 

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