Ha inizio l'era dei 7w\kg?
- Alfredo Balloni
- 9 lug
- Tempo di lettura: 3 min

Le prestazioni in salita nel ciclismo professionistico stanno raggiungendo livelli altissimi. Quella soglia dei 6w/kg che un tempo bastava per salire sul podio del Tour de France, oggi non basta più.
Oggi gli attaccanti viaggiano tra i 6.1 e i 6.5w/kg, mentre i migliori atleti in classifica generale sono in grado di spingere 7w/kg per periodi di tempo prolungati. Con l'avvicinarsi delle prime grandi montagne, non stiamo più parlando solo di battere gli avversari, ma di superare quello che un tempo era considerato un limite umano invalicabile.
La ricetta perfetta per infrangere il muro
Sprigionare valori vicini ai 7w/kg non è qualcosa che può accadere in una gara qualsiasi. Richiede una combinazione geometrica di pendenze, tattiche e meteo.
Il terreno ideale: Queste prestazioni avvengono quasi esclusivamente su salite ripide e regolari, dove il rapporto potenza-peso è tutto. Al contrario, nei grandi appuntamenti in pianura o nelle Classiche del Nord, la velocità elevata premia l'aerodinamica e la forza bruta di corridori più pesanti (tra i 70 e i 80 kg). Ecco perché giganti come Mathieu van der Poel o Wout van Aert, pur esprimendo potenze assolute mostruose, non si avvicinano a questi dati relativi.
Le variabili esterne: Il vento e il meteo possono congelare la corsa. Ad esempio, l'anno scorso sul Mont Ventoux un forte vento contrario ha costretto Jonas Vingegaard e Tadej Pogačar a una sfida scattante ma tatticamente bloccata, poiché restare a ruota garantiva un risparmio energetico enorme. Tuttavia, l'introduzione massiccia dell'allenamento specifico per il calore permette oggi ai corridori di registrare i propri record personali anche sotto il sole cocente di luglio.
I candidati ai 7w/kg
Il primo nome della lista è ovviamente Tadej Pogačar, il favorito assoluto. Lo sloveno ha già fatto registrare diversi valori superiori ai 7w/kg nella sua carriera, l'ultimo dei quali poche settimane fa al Tour de Suisse (dati stimati ma confermati dall'accuratezza dei misuratori Velon).
Subito dietro c'è Jonas Vingegaard, andato vicinissimo alla soglia critica durante il recente Giro d'Italia sul Piancavallo, dove ha mantenuto una media stimata di 6.7-6.8w/kg per poco più di 36 minuti.
La vera sorpresa potrebbe essere il diciannovenne Paul Seixas. Sebbene le sue prestazioni nelle Classiche siano state espresse su sforzi brevi, a febbraio ha stupito il mondo sulla salita di Saint Romain de Lerps, tenendo un valore teorico stimato di ben 7.4w/kg per 16 minuti. Restano però forti dubbi sulla sua tenuta sulle lunghe ascese di tre settimane.
Infine, fari puntati sulla coppia della Red Bull-Bora-Hansgrohe (con Remco Evenepoel favorito su Lipowitz sui watt relativi grazie al peso ridotto), su Juan Ayuso e sul messicano Isaac Del Toro, che nell'ultima tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes ha domato il Plateau de Solaison con 6.7w/kg per 33 minuti.
Dove tremeranno i cronometri: Alpe d'Huez in pole position
Se Plateau de Solaison alla 15ª tappa sarà un test cruciale, l'appuntamento con la storia è fissato sui 21 tornanti dell'Alpe d'Huez.
L'analisi dei dati del 2022 di Sepp Kuss (che salì in 39:20 a 6.2w/kg) ci dice che le condizioni per un record ci sono tutte: le tappe precedenti saranno relativamente morbide e l'avvicinamento all'Alpe sarà pianeggiante e calmo. Con le gambe fresche e la classifica generale in gioco (?), la UAE Team Emirates-XRG imporrà un ritmo infernale per lanciare Pogačar.
I rivali proveranno a tenere la ruota, ed è qui che potrebbe crollare il record storico di Marco Pantani (37 minuti e 35 secondi), intatto da 21 anni. Per riuscirci, i battistrada dovranno salire a una media costante di 6.7-6.9w/kg.
Difficilmente vedremo numeri simili nella ventesima tappa: nonostante i suoi 5.600 metri di dislivello e le tre salite Hors Catégorie, la fatica accumulata e il disegno frammentato del finale favoriranno una corsa di logoramento e tattica, piuttosto che una scalata pulita a tutta velocità.
Nel 2026, quando Pogačar scatenerà l'inferno sull'Alpe d'Huez, capiremo finalmente chi è davvero pronto a pedalare nella nuova era del ciclismo.



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